Le origini di Babbo Natale

Babbo Natale deve la sua stessa esistenza ai vecchi miti norreni. È cambiato molto nel corso dei secoli, ma le sue origini Scandinave e Nord Europee non possono essere negate.
Ecco come Babbo Natale emerse dalle terre dei Vichinghi, scambiando i tratti più terrificanti del dio scandinavo Odino con quelli di un uomo paffuto e ridacchiante di natura eternamente buona che tutti noi oggi conosciamo.

Odino è la divinità principale germanico-scandinava, conosciuto anche come Woden tra gli anglosassoni e Wotan tra i germani; il nome inglese del giorno del mercoledì, Wednesday, significa “giorno di Woden”, ed è il giorno centrale della settimana. Tutti i nomi del dio sono collegati all’idea di potere e di eccelsa conoscenza.
Dio dell’ispirazione, della creatività, della sapienza, ma anche della guerra e del furore, Odino era il padre di tutti, il più sommo tra gli Aesir.

Nei secoli passati, quando la festa di Yule, il periodo di celebrazioni intorno al Solstizio d’Inverno del 21 dicembre era in pieno svolgimento, egli era allo stesso tempo uno spettro terrificante e un portatore di regali ansiosamente atteso, che sfrecciava nei cieli sul suo cavallo a otto zampe, Sleipnir. In questo periodo veniva chiamato Jólnir (maestro di Yule). Il dio psicopompo guidava il corteo delle anime dei soldati morti in battaglia, accompagnato dalle fedeli Valchirie, in una vorticosa ridda attorno alla Terra, terrorizzando chiunque si trovasse ad assistervi. Questo evento prendeva il nome di Caccia Selvaggia.

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Sembra anche che Odino regalasse giocattoli e dolciumi ai bambini, che in cambio riempivano i loro stivali di paglia lasciandoli accanto al focolare, per sfamare il destriero Sleipnir. Odino, calandosi per i camini, prendeva la paglia lasciandosi dietro i doni. Secoli dopo il mondo cambiava, il paganesimo veniva sostituito dal cristianesimo – anche se ciò avvenne molti secoli dopo al nord rispetto al resto dell’Europa –  e Yule fu riprogrammato in coincidenza con le celebrazioni cristiane. Onorare Odino divenne proibito. Prima fu sostituito dal buon cristiano San Nicola, un vescovo turco del quarto secolo. Raffigurato con un mantello rosso, egli divenne noto come il santo patrono della carità ai poveri in molte parti d’Europa; insieme a lui vi erano degli aiutanti (spesso raffigurati come esseri oscuri e demoniaci) che riferivano al santo quali bambini erano buoni e meritevoli di doni, mentre quelli “cattivi” venivano portati via e puniti.

In Olanda san Nicola si trasformò in Sinter Klaas, un vecchio gentile e saggio con una barba bianca, vestito bianco e un mantello rosso. Similmente a Odino, cavalcava nei cieli sopra i tetti delle case sul suo cavallo bianco a otto zampe, consegnando regali attraverso il camino ai bambini ben educati in occasione del suo giorno, il 6 dicembre. Gli immigrati olandesi del XVII secolo portarono la tradizione di Sinter Klaas in America e il suo nome col tempo cambiò in Santa Claus, Babbo Natale.

Babbo Natale nell’immaginario collettivo di oggi è un uomo corpulento e allegro con la barba bianca, con un cappotto rosso e una borsa piena di regali per i bambini. Questa immagine divenne popolare negli Stati Uniti nel 19° secolo dopo la pubblicazione del poema “Una visita di San Nicola” di Clement C. Moore. Il cavallo a otto zampe (ritenuto forse troppo spaventoso e demoniaco)  fu sostituito con otto renne volanti. Ricordiamo che la renna è un animale scandinavo… L’immagine di Babbo Natale divenne più popolare grazie alla pubblicità della Coca-Cola degli anni ’30. Prima che l’artista Haddon Sundblom (figlio di immigrati finlandesi) lo reinventasse, Babbo era un tipo alto e dall’aspetto da mago, molto più simile a Odino. I finlandesi hanno conservato per secoli un’antica immagine del signore di Yule, il Joulupukki o “Yule Buck” è originariamente una figura tradizionale pagana, anch’essa collegata a Odino; si dice che indossi pantaloni di pelle rossa e un cappotto di pelle rossa bordata di pelliccia. Ma Sundblom fonde ad esso anche il gioviale olandese Babbo Natale con il suo mantello rosso e la lunga barba bianca. Per quanto riguarda gli elfi nell’officina del Polo Nord di Babbo Natale che lavorano tutto l’anno facendo giocattoli di Natale, anche loro derivano dalla mitologia norrena: Odino è infatti il signore di Alfheim, il mondo degli elfi. Tutte le armi e i gioielli magici degli dei e delle dee, infatti,  erano modellati da nani ed elfi, impareggiabili artigiani e fabbri.
Gli esperti di folklore non possono negare l’eredità di Odino e la sua trasformazione in nuove versioni di portatore di regali di Yule. Queste figure, preservate e sviluppate dal mito e dalle credenze pagane e folkloristiche, illuminano l’immaginazione delle persone durante i giorni più lunghi e più bui dell’anno. Per i cristiani, quella luce proviene da un bambino in una mangiatoia nella lontana Betlemme, che ricordiamo, è un mondo lontano dagli dei scandinavi, dagli elfi e dalla caccia selvaggia.

Felice Yule a tutti voi!

 

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Testo di Algiriss LysBjørn

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