LA CAPRA DI YULE

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Tutti noi ormai conosciamo le famose decorazioni natalizie di paglia e nastri rossi a forma di capra: lo Julbock (Svezia), Julebukk (Norvegia), o Olkipukki (Finlandia) ovvero “capra di Yule”, è un simbolo scandinavo e nordeuropeo che fa parte della tradizione natalizia proprio come Babbo Natale.
L’origine della capra di Yule si perde nella notte dei tempi, anche se probabilmente risale ad almeno mille anni fa, quando era associato alle capre del dio norreno Thor, Tanngrisnir e Tanngnjóstr, che trainavano il carro sul quale il dio solcava i cieli; esse erano anche cibo per il dio e i suoi compagni. Thor ,infatti, macellava e mangiava Tanngrisnir e Tanngnjóstr, lasciando integre le loro ossa e le pelli, sapendo che gli animali sarebbero rinati il mattino seguente.
La tradizione vuole che si usi la paglia per la costruzione dello Julbock: questo è un retaggio antico di origine contadina. Si credeva infatti che l’ultimo fascio di grano del raccolto estivo possedesse  proprietà magiche e impersonificasse lo Spirito del raccolto; esso veniva quindi conservato e intrecciato a forma di capra (utilizzata poi nelle celebrazioni di Yule) per favorire abbondanza e prosperità per l’anno successivo.
In Svezia le origni dello Julbock derivano da un’antica celebrazione di metà inverno chiamata Juleoffer, ovvero “sacrificio di Yule”: un uomo vestito con pelli di capra e portatore di un’effigie con la testa dell’animale rappresentava una delle capre di Thor. Egli veniva ucciso simbolicamente per poi tornare alla vita, per propiziare il ritorno del Sole dopo il periodo di Yule. I primi padri cristiani, tuttavia, non erano contenti di questo rito pagano e trasformarono lo Julbock (caprone di Yule) in un demone.  Questo personaggio oscuro e spaventoso vagabondava nelle campagne la notte del 25 dicembre, chiedendo cibo e terrorizzando i cristiani devoti.
Alla fine, col passare dei secoli, lo Julbock divenne un essere benevolo, che di porta in porta distribuiva piccoli doni alle famiglie che visitava. In seguito il ruolo passò in mano ad esseri simili a gnomi o folletti a cavallo di capre, chiamati Tomten (Svezia), Nissen (Norvegia) e Tonttu (Finlandia), che consegnavano doni a bambini dormienti, proprio come come Babbo Natale oggi.
L’immagine di questi esseri magici donatori di regali, insieme ai loro destrieri caprini si sono preservate, grazie anche a numerose cartoline di natale realizzate da artisti scandinavi di inizio secolo, come Jenny Nyström, che contribuirono a mantenere vive queste tradizioni.

La capra Yule oggi altro non è che un ornamento natalizio. Questa versione moderna, fatta di paglia e rilegata con nastri rossi, si trova spesso sotto o appesa all’albero di Natale.
Grandi versioni dello Julbock sono spesso erette nelle città durante il periodo natalizio, una tradizione iniziata con la capra Gävle negli anni ’60.
La Capra d Yule è così consolidata in scandinavia, che il birrificio Åbro Bryggeri di Vimmerby, in Svezia, produce persino la birra natalizia Åbro Julbock!

 

Articolo di Algiriss LysBjørn

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